Gluten Free

Riepilogo

  • 30 Settembre 2021
  • giovedì, 12:30 Fino alle 14:30

Contact event manager

1 2 3 4

Prenota subito

  • 45€ Tacos italo-messicani e mezcal 12 Posti disponibili
Prenotazioni chiuse

Prenota il corso

Tacos italo-messicani e mezcal
12
45€
One time registration allowed for this ticket
0€
Grazie Mille

Tacos italo-messicani e mezcal

giovedì, 12:30 Fino alle 14:30
30 Settembre 2021

000000

Tacos italo-messicani e mezcal

12.30 - 14.30 + Pranzo

giovedì, 12:30 Fino alle 14:30
30 Settembre 2021

STAMPA

TACOS ITALO-MESSICANI

MESSICO

con Gabriel

IL CORSO

Più che un corso di cucina, questo è un vero e proprio viaggio in Messico. Gabriel, infatti, vi porterà in un percorso di sapori, sensazioni e nozioni per conoscere quella che è la vera cucina messicana, e non quella che spesso viene spacciata per tale.

Per questo si inizia con il classico aperitivo a base di mezcal artigianale, arance e sale (in Messico ci sarebbero anche le cavallette fritte). 

Si passa poi alla preparazione del guacamole fatto a regola d’arte, per poi esplorare l’aguachile de camarones, un piatto tipico della costa occidentale, dei paesini sul mare degli stati di Sinaloa, Jalisco, Sonora e della bassa California: “è a base di pesce marinato, una sorta di cugino del più famoso ceviche peruviano, che nella sua semplicità esalta la freschezza delle materie prime”. 

È poi il momento di addentrarsi nell’icona e nel cuore della cucina messicana, perché se dovessimo riassumere il Messico in una parola, quella parola sarebbe sicuramente tortilla. “Da noi sono il cibo per eccellenza, quello che in passato si faceva dopo aver portato il mais al mulino”. Il taco, cibo da strada per eccellenza, affonda le sue radici nel Centro America preispanico; nel tempo poi, a seconda degli ingredienti a disposizione e delle tradizioni culinarie, ogni regione ne ha sviluppato una declinazione differente. Ce ne sono talmente tante tipologie, che Gabriel ha deciso di inventarsi la sua, che è un omaggio a quella doppia appartenenza tra Italia e Messico che lo accompagna da tutta la vita: nasce così il taco con brasato di guancia alla piemontese, dall’incontro tra il taco de suadero, che mangia con religiosa dedizione ogni volta che passa da Città del Messico, e la sua passione per le lunghe cotture tradizionali del Nord Italia, in questo caso il brasato di guancia. 

E per concludere di nuovo, ovviamente, mezcal, che prevede una vera e propria ritualità. E poi anche perché “para todo mal, mezcal. Y para todo bien, también”. 

PIANO DIDATTICO

Nachos Artigianali

Guacamole (avocado, lime, peperoncino, sale, cipolla, pomodori, olio, pepe)

Aguachile de camarones (gamberi, coriandolo, avocado, chile serrano o peperoncino verde piccante, aglio, cipolla rossa, lime, cetriolo, sale, pepe rosa)

Tortillas di mais con brasato di guancia alla piemontese (farina di mais, acqua, sale, guancia di vacca o manzo, cipolla, carota, sedano, burro, olio, vino rosso, chiodi di garofano, pepe nero, cannella, alloro, lime, coriandolo, pancetta di maiale)

Salsa di accompagnamento (pomodori verdi tomatillos, cipolla, peperoncini interi secchi o freschi di piccantezza media come chile Serrano, Poblano o De Arbol)

Mezcal di chiusura

DETTAGLI

Costo

45€

Cosa comprende

– 2 ore di corso
– degustazione
brochure con ricette e attestato di partecipazione

CHI È GABRIEL

“Questo è per tutti quelli come me, sangue misto meticcio”.

Canta così Gabriel, in arte Ganoona, una figura di un libro che ben lo rappresenta, in quel capolavoro che è Cucurucucù, canzone che ha ripreso da un pezzo originale messicano (che a sua volta aveva ripreso anche Battiato).

Perché Gabriel è un musicista sì, un grande musicista, incontenibile in un solo genere, autore di una musica che è sua e che solo sua potrebbe essere, in quanto frutto della sua storia. Infatti, è proprio attraverso la musica come lavoro e la cucina passione che Gabriel è riuscito a coniugare con armonia quei due mondi che si porta dentro e si vive fin da piccolo, non di certo senza anche qualche difficoltà: l’Italia, Milano e il Giambellino; e il Messico, Chihuahua e Delicias, luogo di origine di suo padre Adrian.

“i miei genitori facevano i contadini, ai tempi c’era ancora tantissima agricoltura, in particolare nella mia zona si produceva cotone e uva”. Negli anni Adrian, fa vari lavori, poi con i risparmi decide di fare una vacanza in Italia con due amici, destinata a cambiargli la vita per sempre, anche se lui ancora non lo sa: in un ostello a Napoli, infatti, conosce Valentina, di Milano e tra i due è subito amore. Per un po’ vanno avanti a distanza, lui si laurea in Filosofia, finché non decide di raggiungerla in Italia. “Chissà com’era Milano negli anni Ottanta, quando sei arrivato con tanti sogni e tanta barba”, canta sempre Ganoona. Inizialmente Adrian insegna spagnolo, poi lavora per un lungo periodo all’azienda Bull, fino a ottenere la doppia cattedra in Filosofia del Diritto.

Gabriel inizia ad ascoltare musica messicana quando era ancora nella pancia. Fin da piccolo trascorre lunghi periodi in Messico, tant’è che oggi lo conosce molto bene e lo ha girato quasi tutto.

Negli anni ha un rapporto controverso nei confronti di questa doppia appartenenza: prova un profondo e forte senso di appartenenza a due mondi, ma allo stesso tempo “non so dov’è casa mia, quello che cerco non esiste, non c’è Itaca né Ulisse”.

Dopo un periodo non facile si avvicina alla cucina: “tutto è nato dalla grande frustrazione di dover aspettare di andare in Messico per mangiare messicano come si deve”. Così inizia a documentarsi, a sperimentare, a guardare programmi, video ricette e soprattutto a cucinare a casa, per gli amici. “La mia grande passione è per la materia prima”. In questo modo Gabriel inizia a trovare un’armonia tra quei due mondi a lungo in conflitto: “la cucina e la musica sono diventati i due modi per vivermi bene la mia messicanità a Milano, mi hanno aiutato a livello identitario, uno per piacere, l’altro per lavoro”. Anche perché tutte le volte che ha provato a rinnegare una delle parti, sentiva che gli mancava un pezzo: “quando sono qui mi manca il Messico e quando sono là mi manca l’Italia”. E l’aereo diventa proprio il simbolo di questo passaggio, tant’è che come canta nella canzone: “partire è un po’ come morire, solo in aereo divento claustrofobico, è cresciuto un fiore strano sull’albero genealogico”.

Oggi Gabriel porta avanti tutte le sue passioni (tra cui c’è stato anche il teatro!), insegna musica sia privatamente che in alcune scuole e ha inciso un disco breve tutto in spagnolo, in collaborazione con un dj messicano. Tra i progetti futuri con suo papà c’è quello di iniziare a importare mezcal artigianale con un’etichetta loro, in modo da far conoscere questo prodotto fatto come si deve, visto che ora si è diffuso praticamente solo quello industriale. Ma la grande novità di Gabriel adesso è un’altra: sta per uscire il suo primo grande disco, per questo ¡estén atentos a próximas novedades! ¡Sigan sintonizados

INSTAGRAM | SPOTIFY

LA CUCINA MESSICANA NEGLI ARTICOLI DI GIULIA UBALDI

12